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Chiarimenti Banca d’Italia su Operazioni in Oro

novembre 26, 2012

Obbligo di dichiarazione
Operazioni soggette all’obbligo di dichiarazione

Conto lavorazione e conto deposito

I trasferimenti di oro in conto lavorazione, così come quelli in conto deposito, in visione o in prova, non formano oggetto di dichiarazione ai sensi dell’art. 1, comma 2, della Legge n. 7/2000 in quanto le operazioni quivi riportate anche se a titolo meramente indicativo, assoggettate a tale obbligo, si riferiscono ad atti di disposizione sull’oro e non ai servizi che sullo stesso possono essere prestati. Tale principio sembra potersi estendere anche ai trasferimenti di oro in conto lavorazione, in conto deposito, in visione o in prova, da e verso l’estero, a condizione che l’operazione sottostante sia opportunamente assistita da idonea documentazione doganale da cui risulti rispettivamente il transito del metallo per la temporanea importazione o esportazione e la successiva e contraria operazione doganale. Se così non fosse, si creerebbe una disparità di trattamento tra operatori nazionali ed esteri ed una duplicazione di controlli non richiesta dalla legge. In ogni caso, in mancanza di detta documentazione, l’operazione andrà dichiarata come trasferimento al seguito ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera c) del Provvedimento U.I.C. del 14/7/2000.

Modalità di compilazione della dichiarazione
Importo da dichiarare

Nel caso di semilavorati o leghe, l’importo da dichiarare va comunque riferito al valore dell’oro fino ivi contenuto, al limite desumendolo dalla prassi o dagli usi commerciali. In presenza di più operazioni di importo inferiore alla soglia dei venti milioni di lire, qualora queste si configurino, anche se nell’arco della stessa giornata, come singoli e separati contratti, non è previsto un obbligo di dichiarazione in quanto la Legge 7/2000, al contrario della Legge 197/91 in materia di antiriciclaggio, non prevede ipotesi di frazionamento.

I termini per l’adempimento dell’obbligo di dichiarazione decorrono sempre dalla data di stipula del contratto sottostante. Nel caso di contratti con determinazione differita del prezzo, ove non sia possibile nell’arco del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione individuare il prezzo definitivo concordato, sarà sufficiente far riferimento alla quotazione dell’oro nel giorno di stipula del contratto medesimo.
Informazioni relative alla controparte estera

Il campo relativo alla data di costituzione di società controparte estera, nel quadro B dell’Allegato A, è da intendersi non obbligatorio. Analogamente, il codice fiscale di controparte estera deve essere indicato solo se questa già ne disponga per attività svolta in Italia.

Informazioni relative al dichiarante

Nel caso di variazioni delle informazioni contenute nel quadro A dell’Allegato A, nel periodo intercorrente tra la data di svolgimento dell’operazione e la data di materiale compilazione della dichiarazione, va indicata l’informazione riferita al momento della stipula del contratto sottostante ed ai suoi contenuti. In caso di subentro di un terzo soggetto nel contratto, come ad esempio per il cambiamento del mutuatario in un contratto di prestito d’uso, il cedente l’oro, se residente, deve compilare un’altra dichiarazione con i dati della nuova controparte, alla stregua dell’accensione di un nuovo contratto.

Codifiche della natura giuridica

Le imprese individuali, non essendo dotate di autonoma personalità giuridica, devono essere codificate facendo riferimento, oltre alla denominazione, ai dati anagrafici, al codice fiscale e al documento d’identificazione della persona fisica titolare.

Trasformazione dei prestiti d’uso

Premesso che nell’adempimento degli obblighi di cui all’art. 1, comma 2, della Legge n. 7/2000 deve essere fatto riferimento ai contratti sottostanti, si precisa che, nel caso di estinzione di prestito d’uso con cessione dell’oro al mutuatario, è necessario compilare, oltre all’originaria dichiarazione di accensione del prestito, un’altra dichiarazione, alla scadenza dello stesso, barrando la casella “vendita”.

In ogni caso, si precisa che il quadro C dell’Allegato A non funziona a partita doppia e non richiede, quindi, dichiarazioni di chiusura a fronte di ogni dichiarazione di accensione.
Soggetti obbligati alla dichiarazione

Come previsto dall’art. 2, comma 3, del Provvedimento, qualora banche od operatori professionali siano controparte dell’operazione, solo su essi incombe l’obbligo della dichiarazione con le conseguenti responsabilità. Qualora, invece, soggetti privati che concludono un atto di disposizione sull’oro intendano avvalersi di una banca o di un operatore professionale per la materiale compilazione e l’invio della dichiarazione, ai sensi del successivo comma 4, questa dovrà essere sottoscritta dal soggetto privato cedente, se residente, sul quale ricadranno le eventuali responsabilità. E’ opportuno, pertanto, che questi si faccia rilasciare, dalla banca o dall’operatore che rende il servizio, peraltro non obbligatorio, una copia della dichiarazione timbrata per ricevuta.

In ogni caso, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del Provvedimento, l’obbligo di invio alla U.I.F. della dichiarazione si intende adempiuto anche con la consegna ad una banca. Nella fattispecie di operazioni effettuate da operatori occasionali cedenti oro ad imprese orafe che non siano operatori professionali, l’obbligo di dichiarazione spetta sempre e comunque al cedente, se residente, anche per la certezza nell’applicazione di eventuali sanzioni.

Operazioni con l’estero
Compravendite di oro estero su estero

Alla luce dell’art. 1, comma 2, della Legge 7/2000 ed anche in ragione delle finalità antiriciclaggio dell’obbligo ivi contenuto, la U.I.F. ha ritenuto opportuna l’adozione del criterio della dichiarazione degli atti di disposizione sull’oro per l’individuazione del campo di applicazione dell’obbligo medesimo. In tale contesto, un contratto di compravendita di oro grezzo tra operatore nazionale e controparte estera, con consegna dello stesso a terza parte estera, deve essere dichiarato dal soggetto residente sempre che il relativo importo sia pari o superiore a venti milioni di lire.

Trasferimento al seguito da o verso l’estero

Avendo il Provvedimento U.I.C. del 14/7/2000 disciplinato all’art. 2, comma 1, lettera a) gli atti di disposizione sull’oro e alla lettera b) le operazioni di natura finanziaria, sono stati disciplinati alla successiva lettera c) i trasferimenti effettuati direttamente da chi ha il possesso dell’oro, in occasione di un passaggio del confine doganale, al di fuori dei casi di esecuzione delle operazioni di cui alle lettere a) e b).

Pertanto, nella fattispecie prospettata di trasferimento al seguito di oro oggetto di compravendita, la dichiarazione del relativo contratto assorbe anche quella di trasferimento al seguito. In particolare, nel caso di trasferimento al seguito verso l’estero di oro oggetto di vendita, sarà cura del titolare dell’oro anticipare i termini di dichiarazione del contratto di vendita in modo tale da far accompagnare il materiale da una copia della dichiarazione stessa.

From → Normativa

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