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Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 11-11-2005, n. 161/E

novembre 26, 2012

Risoluzione Agenzia Ent. Dir. Centr. Normativa e contenzioso 11-11-2005, n. 161/E

[Cessione di manufatti in oro]

Manufatti in oro. Montature di anelli o chiusure per collane e bracciali. Non sono ricompresi nella categoria dei semilavorati. Meccanismo del “reverse charge”. Non applicabilità.

OGGETTO: Richiesta di consulenza giuridica. Assoggettabilità di determinati manufatti in oro alla disciplina del “reverse charge”, ai sensi dell’art. 17, quinto comma, del D.P.R. n. 633/1972.

Con istanza n xxx, codesta Confederazione ha chiesto alla scrivente chiarimenti circa l’applicabilità del trattamento fiscale previsto dall’art. 17, quinto comma, del D.P.R. n. 633/1972, a determinati manufatti (quali, a titolo esemplificativo, montature di anelli o chiusure per collane e bracciali), chiedendo, in particolare, se questi ultimi rientrano nella nozione di “semilavorati”, ai fini dell’applicazione del richiamato meccanismo del “reverse charge”.

L’istante è dell’avviso che i prodotti indicati siano da ricomprendere nella predetta categoria dei semilavorati, stante l’impossibilità di essere utilizzati e commercializzati senza una ulteriore lavorazione, giacché, di norma, devono essere completati, mediante, ad esempio, l’incastonatura delle pietre preziose per le montature, o devono essere inseriti in un altro oggetto, come collane e bracciali per quel che riguarda le chiusure.

Al fine di un corretto inquadramento della questione oggetto dell’istanza, è necessario innanzitutto individuare l’ambito di applicazione del cd. reverse charge.

A tal proposito, l’art. 17, quinto comma, del D.P.R. n. 633/1972, circoscrive l’ambito di applicazione alle ipotesi di:

a) cessioni imponibili di oro da investimento di cui all’art. 10, n. 11 di cui allo stesso D.P.R. n. 633;

b) cessioni di materiale d’oro e cessioni di prodotti semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi.

Nel caso di specie, premesso che i manufatti indicati dalla Confederazione richiedente non rientrano nella tipologia indicata dalla lettera a), ossia nell’ambito dell’oro da investimento di cui all’art. 10, n. 11, del D.P.R. n. 633/1972, si tratta di verificare se gli stessi possano considerarsi compresi nelle ipotesi di cui alla lettera b).

In argomento, la scrivente si è già pronunciata con le risoluzioni n. 168/E del 26 ottobre 2001 e n. 375/E del 28 novembre 2002 .

In particolar modo, con quest’ultima, è stato chiarito il significato della nozione di “materiale d’oro” e “semilavorati”; in particolare, si è ritenuto che “ (…) con tale espressione il legislatore abbia inteso fare riferimento all’oro nella sua funzione prevalentemente industriale, ossia di materia prima destinata alla lavorazione, distinta, quindi, dall’oro da investimento di cui all’art. 1 comma 1, lett. a), della legge n. 7/2000 .

L’Ufficio Italiano Cambi (U.I.C.), a sua volta è del parere che rientrano nella nozione di “materiale d’oro” tutte le forme di oro grezzo destinate ad una successiva lavorazione e che la caratteristica di un “semilavorato” è costituita dall’essere un prodotto privo di uno specifico uso e funzione e cioè dall’impossibilità di utilizzare ex se il materiale o la lega d’oro essendo necessario un ulteriore stadio di lavorazione o trasformazione che ne consenta l’utilizzo da parte del consumatore finale (…)” .

Alla luce di quanto precisato, la scrivente è dell’avviso che i manufatti indicati nell’istanza non possano essere ricompresi nell’ambito dei semilavorati.

Si osserva, infatti, che prodotti come le montature di anelli o le chiusure per collane e bracciali hanno completato il loro specifico processo produttivo e debbono essere considerati prodotti finiti e non materia prima destinata alla lavorazione.

La tipologia di manufatti cui la Confederazione fa riferimento nella richiesta di consulenza non necessita, infatti, di una ulteriore lavorazione o trasformazione; l’attività di assemblaggio (per quel che concerne le chiusure di una collana o braccialetto) o di incastonatura (per ciò che riguarda la montatura di anelli) deve essere considerata un procedimento ben distinto dalla vera e propria trasformazione o lavorazione dei prodotti originari.

Tanto premesso, la scrivente è dell’avviso che per l’acquisto e le importazioni di tali manufatti non possa trovare applicazione il meccanismo di cui all’art. 17, quinto comma; l’imposta, pertanto, deve essere assolta nei modi ordinari.

From → Normativa

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