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Commiss. Trib. Prov. Piemonte Alessandria Sez. IV, Sent., 11-01-2010, n. 13

settembre 14, 2013

Commiss. Trib. Prov. Piemonte Alessandria Sez. IV, Sent., 11-01-2010, n. 13

SENTENZA

La Società XXXXXX ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate, Ufficio di Valenza, due distinti avvisi di accertamento IVA relativi agli anni 2003 e 2004 con i quali sono state contestate violazioni per errata applicazione dell’art. 17, comma 5 del D.P.R. 633/72 rispettivamente di Euro XXXXXX per il 2003 e di Euro XXXXXX per il 2004, oltre a sanzioni, interessi e spese varie. Avverso tali provvedimenti il contribuente presentava unico ricorso eccependo l’illegittimità e l’infondatezza della pretesa erariale e chiedendo l’annullamento degli atti impugnati ed il riconoscimento delle spese. Resiste, di contro, l’Ufficio affermando la correttezza del proprio operato e concludendo pertanto per il rigetto del ricorso. Il ricorso è fondato e meritevole di accoglimento.

Il contenzioso deriva dal contenuto dell’art. 17 del D.P.R. 633/72 che dispone testualmente: “…per le cessioni imponibili di oro…nonché per le cessioni di materiale di oro e per quelle di prodotti semilavorati…al pagamento dell’imposta è tenuto il cessionario, se soggetto passivo d’imposta nel territorio dello Stato. La fattura, emessa dal cedente senza addebito d’imposta…deve essere integrata dal cessionario con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta…”.

La società ricorrente produce componenti in oro che cede ad altre manifatture che procedono a completarli e a trasformarli in prodotti destinati al consumatore finale.

La XXXXXX ha ritenuto che i suoi prodotti, ai fini dell’applicazione della norma richiamata, fossero dei semilavorati.

L’Ufficio, invece, sostiene che l’interpretazione dell’art. 17 del D.P.R. 633/72 da parte della ricorrente, non è corretto se correlato alle istruzioni contenute nella Risoluzione n. 161/2005 dell’Agenzia delle Entrate.

Nella Risoluzione l’Agenzia delimita e definisce le caratteristiche e i criteri distintivi in base ai quali un manufatto, nel trattamento IVA, è da considerare un prodotto finito anziché un semilavorato.

Questa Commissione ritiene tuttavia che la soluzione imposta dall’Agenzia, apprezzabile e, per alcuni aspetti razionale, dovrebbe pervenire direttamente dalla Legge e non dalla prassi amministrativa.

Nel D.P.R. 633/72 non è specificato il termine “semilavorati”; pertanto la sua esegesi non può che essere letterale: “un prodotto industriale che necessita di ulteriori lavorazioni e/o applicazioni per diventare un prodotto finito.” Pertanto non vi è alcun dubbio che i prodotti ceduti dalla Società Pr.De. snc siano riconducibili a semilavorati. Restano assorbite le altre censure rappresentate dalla ricorrente. Sussistono i presupposti per la compensazione delle spese.

P.Q.M.

La Commissione accoglie il ricorso e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati.

Spese compensate.

Alessandria il 14 dicembre 2009.

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